Guardando da vicino le rocce del Monte Peller e del Pian della Nana, non si vedono solo pietre, ma le pagine sfogliabili di un antico libro di storia geologica.
A differenza delle imponenti pareti dolomitiche del Brenta meridionale, la porzione settentrionale del gruppo è caratterizzata da una straordinaria varietà di rocce sedimentarie pelagiche, tra cui spicca la celebre Scaglia Rossa (e le formazioni marnoso-calcaree correlate).
Però… cosa stiamo osservando nella foto?
- La tessitura a “lamine”: Questa roccia presenta una tipica stratificazione sottile e tabulare. Centinaia di milioni di anni fa, sottilissimi fanghi calcarei e micro-organismi marine si depositavano sul fondo dell’antico oceano Tetide, stratificandosi livello su livello.
- L’azione del gelo (Crioclastismo): Ad alta quota, l’acqua penetra tra i sottili piani di stratificazione della roccia. Gelando, aumenta di volume e agisce come un cuneo, portando la roccia a sfaldarsi in queste iconiche e affilate “scaglie” o placchette.
- Un archivio di fossili: In questi strati e nei calcarei circostanti è facile imbattersi in tracce di fossili pelagici, tra cui le celebri ammoniti che abitavano i mari del Cretacico.

Lo sapevi che?
1. Il “Confine” dove finiscono le Dolomiti
Il Peller è una vera anomalia geologica del Gruppo di Brenta: mentre la parte centrale del gruppo è un’immensa piattaforma di Dolomia Principale, il Peller segna il punto di sprofondamento verso l’antico Bacino Lombardo. Camminare qui significa passare fisicamente da una barriera corallina fossile a un vero fondale marino profondo!
2. Il fascino rosso e rosa della Scaglia Rossa
Quella sottile stratificazione che vedi nelle rocce placcate non è solo un dettaglio estetico: il colore rosato o rossastro è dato dalla presenza di ossidi di ferro sedimentati insieme ai microfossili (Foraminiferi pelagici) ben oltre 65 milioni di anni fa.
3. Un “Libro di Pietra” che si sfoglia col gelo
Il fenomeno che spacca la roccia in queste placche perfette si chiama crioclastismo (o gelivazione). L’acqua entra nelle fessure microscopiche delle lamine, fonde di giorno e gela di notte: espandendosi dell’9% circa in volume, agisce come uno scalpello naturale che “sfoglia” letteralmente la montagna.
4. Ammoniti e Fossili a portata di sguardo
Non servono strumenti da geologo per notare la storia del Peller: tra le scaglie calcaree del Pian della Nana e le rocce verso la cima è relativamente facile scorgere le tipiche forme a spirale delle ammoniti o i resti dei belemniti, antichi molluschi cefalopodi Parenti dei seppie moderne.
5. Il paesaggio “Maresco” del Pian della Nana
La presenza di rocce calcaree e marnose ha favorito la nascita di un altopiano carsico unico: doline, inghiottitoi e campi carreggiati che in tarda primavera si trasformano nel giardino botanico più ricco del Brenta (con la fioritura di campanule, raponzoli e l’immancabile Paeonia officinalis o rosa di montagna).
