Quattro giorni di cammino nella bellezza della Costiera Amalfitana

Appena ho messo piede in Costiera, ho sentito che stava per cominciare qualcosa di speciale. Non era solo un trekking: era un viaggio nei sensi, nella meraviglia e in quella bellezza senza tempo che solo luoghi come questi sanno regalare. Avevo con me uno zaino leggero, scarponi ben allacciati e una voglia matta di perdermi tra i sentieri sospesi tra cielo e mare.

Giorno 1 – Il tramonto dal Monte Tre Calli

Siamo partiti nel pomeriggio, a piedi, direttamente dal nostro hotel. Il sentiero si è fatto subito interessante, tra castagni e lecci, e un’aria frizzante che profumava di terra e resina. Salendo verso il Monte Tre Calli, il panorama si apriva sempre di più: da una parte Capri, dall’altra la penisola sorrentina che si allungava nel blu, fino al Vesuvio, che si stagliava all’orizzonte come un gigante addormentato.

Arrivati in cima, ci siamo fermati in silenzio. Il sole calava lento, tingendo il cielo di arancio e oro, e il mare rifletteva tutto come uno specchio liquido. In quel momento, con il vento leggero sul viso e gli occhi pieni di luce, ho sentito di essere nel posto giusto.

Giorno 2 – La magia nascosta della Valle delle Ferriere

Il giorno dopo, l’atmosfera era completamente diversa. Dalla terrazza panoramica della Torre dello Ziro, ci siamo affacciati su Amalfi e Atrani, piccoli gioielli incastonati tra le rocce. Poi giù, dentro la Valle delle Ferriere, dove il mondo cambia volto.

Il sentiero si è fatto umido, ombroso, pieno di vita. Sembrava di camminare in una giungla nascosta: felci giganti, muschi, cascate e l’acqua che scorre ovunque. La Woodwardia radicans, una felce preistorica, cresceva lì, indisturbata, tra pietre e gocce. Mi sembrava di essere finito in un altro tempo. A fine escursione ci siamo goduti Amalfi, con il suo Duomo maestoso e i vicoli pieni di profumi dolci e salati.

Giorno 3 – Il Sentiero degli Dei e il mare di Positano

Il terzo giorno è iniziato presto: colazione, zaino in spalla e via, sul mitico Sentiero degli Dei. Un classico, certo, ma ogni volta è come fosse la prima. Camminare sospesi tra mare e cielo, con le rocce a strapiombo da un lato e la Costiera che si stende sotto di noi, è un’emozione difficile da raccontare.

A Nocelle ci siamo fermati per una granita al limone, un caffè e una risata. Poi giù verso Montepertuso, evitando i famosi (e infiniti) scalini per godere ancora della vista dall’alto. A Positano siamo arrivati con il sole alto: il borgo sembrava dipinto, il mare ci chiamava, e qualcuno ha ceduto alla tentazione di un tuffo. Il ritorno in traghetto è stato la ciliegina sulla torta: la costa che si allontanava, i riflessi dorati sull’acqua, il vento nei capelli.

Giorno 4 – Il Sentiero degli Dei Alto e il pranzo dal Pastore

L’ultima tappa è stata una sorpresa. La variante alta del Sentiero degli Dei non è battuta come quella classica, ma regala forse i panorami più spettacolari. Camminavamo in silenzio, interrotti solo dal fruscio dei passi e da qualche “wow” spontaneo davanti a certi scorci.

Poi la sosta più attesa: dal Pastore. Un piccolo angolo di paradiso con vista mare, dove ci hanno servito formaggi, pane e vino, sotto il sole. Semplice, autentico, perfetto. Ci siamo seduti su panche di legno, con il mare sotto e il cielo sopra, e per un attimo il tempo si è fermato.


Quello che mi porto a casa

Quattro giorni, eppure sembrano di più. Mi porto a casa gambe stanche, sì, ma soprattutto il cuore pieno. Di paesaggi, di risate condivise, di silenzi, di incontri. E quella sensazione inconfondibile che si prova quando si cammina in luoghi che parlano all’anima.

Non vedo l’ora di ripartire.