Rallentare l’invecchiamento camminando a passo sostenuto

Rallentare l’invecchiamento camminando a passo sostenuto

Rallentare l’invecchiamento camminando a passo sostenuto

Per ringiovanire non esistono pozioni magiche.
La chirurgia estetica ha fatto passi da gigante ed
è riuscita ad ottenere risultati che sicuramente,
solo alcuni anni fa, non avremmo immaginato,
ma i “ritocchini” non ci tolgono gli anni anagrafici
e gli acciacchi dell’età

Per rimanere in forma, contrastare l’invecchiamento e sentirsi giovani più a lungo è utile fare proprie alcune regole di vita salutari ed antiaging. Secondo un recente studio realizzato dall’Università di Cambridge, la formula della “lunga vita” si riassume in 4 semplici regole: 

  • non fumare 
  • limitare il consumo di alcolici 
  • consumare in abbondanza frutta e verdura (mangiarne 5 porzioni al giorno comporterebbe una      sensibile riduzione del rischio cardiovascolare)
  • muoversi, fare attività fisica con regolarità (specialmente se il proprio lavoro è di tipo sedentario). 

Il campione di popolazione, che dal 1993 ad oggi è stato monitorato dai ricercatori inglesi, è costituito da più di 25.000 tra uomini e donne di età compresa tra i 45 ed i 69 anni. Come spiega la professoressa Khaw, gerontologa coordinatrice dello studio britannico, i fattori osservati sono molteplici come il tipo di dieta seguita, le abitudini personali, l’ambiente di vita e di lavoro. Ai partecipanti alla ricerca sono stati somministrati periodicamente dei questionari e sono stati sottoposti a controlli medici mirati; analizzando i dati ottenuti si è riusciti ad individuare quali aspetti hanno un ruolo maggiore nel garantire una maggiore aspettativa di vita e soprattutto in buona salute. Assumendo quotidianamente cinque porzioni di frutta e verdura si possono guadagnare fino a tre anni di vita, non fumare permette di vivere in media quattro anni in più, con l’esercizio fisico si recuperano altri 3 anni. Un’altra importante ricerca inglese ha indicato come 3,5 ore di movimento in una settimana permetterebbero all’età biologica di tornare indietro.

I ricercatori del King’s College di Londra, autori dello studio pubblicato su Archives of International Medicine, attraverso il confronto negli anni di migliaia di coppie di gemelli avrebbero osservato nel gemello sedentario una vita più corta di 10 anni rispetto al fratello de- dito ad una attività fisica di circa 3,5 ore settimanali (passeggiate, nuoto, ballo etc…).

Il prof. Cherk, coordinatore dello studio, ha provveduto alla misurazione dell’età biologica attraverso l’analisi dei telomeri, una sorta di scudo protettivo del DNA, che diviene particolarmente vulnerabile intorno alla settima decade di età con conseguente aumento della predisposizione dell’individuo al decadimento fisico e all’invecchiamento. Cherk e i suoi hanno visto che l’età biologica del gemello 70enne sportivo, equivale a quella del fratello 60enne svogliato. Gli effetti dell’attività fisica si riscontrano si vedono a qualsiasi livello dell’organismo. 

È ormai asseverato che gli stimoli fisici, intellettuali, affettivi e sociali contribuiscono positivamente influenzando le capacità cognitive nei compiti di apprendi- mento e memoria; in alcuni casi possono persino rallentare in modo anche notevole i processi di invecchiamento compresi i sintomi dell’Alzhaimer. Le ripercussioni di una vita passata in poltrona sono severe, sia dal punto di vista psicologico sia di degenerazione dei neuroni.

Se non si trova il tempo per dedicare almeno 3 ore settimanali a un’attività fisica (qualsiasi articolo scientifico si soffermi sul camminare), se il corpo non viene sollecitato subentra una carenza di stimoli che conduce spesso l’individuo all’apatia (indifferenza verso il mondo circostante) e all’abulia (disturbo della volontà, incapacità di prendere decisioni) e per i soggetti particolarmente predisposti alla malinconia, il rischio di depressione aumenta. 

Innumerevoli le ripercussioni sul fisico: se cuore, fegato, polmoni e tutti i principali organi rallentano nel funzionamento, in quanto non adeguatamente sollecitati e quindi ossigenati, il decadimento cerebrale dovuto al minor apporto di glucosio ed ossigeno è quasi inevitabile. 

Camminare, è unanimamente riconosciuto, rappresenta uno stimolo, un’importante sollecitazione a tutti i livelli. I nostri apparati fisici si risvegliano, i nostri tessuti meglio irrorati ed ossigenati ritrovano elasticità e tono… Tutto questo ci rende emotivamente più forti, più capaci di affrontare i conflitti, di allontanare i cattivi pensieri e la nostra socialità migliora. 

L’attività fisica è fondamentale a ogni età ma in modo particolare dall’età adulta in avanti rappresenta un elemento preventivo insostituibile. Non rimane quindi che muoversi, ballare, nuotare, correre, ma soprattutto camminare!

Tratto dalla rivista Camminare – Tutto il mondo a piedi
InSALUTE

Autore di Santo Alfonzo

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