Ci sono luoghi che sembrano usciti da un sogno, e la Val Venegia è uno di questi. Ho iniziato la mia escursione al Passo Rolle, sotto un cielo terso e con il profumo del bosco che già riempiva l’aria. I primi passi sulla strada sterrata mi hanno accompagnato tra larici alti e prati verdi, dove il silenzio era rotto solo dallo scampanio delle mucche al pascolo.
La prima sosta è stata a Malga Venegia. Qui il tempo sembra essersi fermato. Il legno della malga profuma di resina e storia, e i prodotti locali – formaggi freschi e pane ancora caldo – raccontano di una tradizione viva. Seduto su una panca di legno, ho gustato qualcosa di semplice e autentico, con le Pale di San Martino sullo sfondo come quinte maestose di un teatro naturale.
Ripartito con calma, ho raggiunto Malga Venegiota, dove la vista si apre ancora di più, abbracciando le vette dolomitiche in tutta la loro grandezza. Ogni passo era un invito alla meraviglia: sentieri morbidi, aria frizzante, panorami che cambiano ad ogni curva.
La salita verso Baita Segantini è stata emozionante. Quando sono arrivato ai 2.200 metri della baita, mi sono trovato davanti a uno dei panorami più belli che abbia mai visto: il Cimon della Pala si specchiava perfettamente nelle acque calme del piccolo laghetto. Un momento sospeso nel tempo, che mi ha lasciato senza parole.
Il rientro lungo il sentiero ad anello è stato rilassante, tra pascoli assolati e tratti ombreggiati nel bosco. Ho camminato lentamente, cercando di imprimere ogni dettaglio nella memoria: i colori, i suoni, la sensazione di pace profonda.
L’anello della Val Venegia non è solo un’escursione facile e accessibile a tutti, è un viaggio dentro la bellezza vera delle Dolomiti. Natura, cultura alpina, silenzi e meraviglia: tutto in un’unica giornata indimenticabile.
